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Ci sono ancora opportunità per le imprese italiane di fare affari negli Stati Uniti? Il mercato americano è potenzialmente immenso e fortemente ricettivo nei riguardi dei prodotti targati Made in Italy. Il prodotto di gusto italiano è ricercato, desiderato e considerato. Non a caso, le imprese italiane detengono forti quote di mercato nei settori che più rappresentano la forza della specializzazione industriale del nostro sistema industriale. Occorre infatti tener presente che il mercato statunitense rappresenta per l'Italia il terzo sbocco commerciale ed il primo al di fuori dell'area dell'euro. Esistono delle agevolazioni fiscali o finanziarie per le aziende italiane interessate ad investire negli Stati Uniti? C'è solo l'imbarazzo della scelta. Il Governo federale degli Stati Uniti d'America attribuisce, infatti, la stessa rilevanza agli investitori locali e a quelli stranieri, ponendo questi ultimi su di un piano essenzialmente paritario rispetto agli investitori statunitensi. Questo atteggiamento di apertura del Governo federale si traduce, nella possibilità offerta agli investitori stranieri di godere degli stessi benefici, in tema di incentivi, riconosciuti alle persone fisiche e giuridiche americane. Sono poi i governi dei singoli Stati, anche a livello municipale o di contea, a prevedere numerose tipologie di agevolazioni, sia a livello finanziario che fiscale, per richiamare gli investitori stranieri. Ci può far capire come operano in concreto i diversi Stati della Confederazione americana? Cercano di incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro e di elevare i redditi dei residenti mediante strumenti di aiuto all'impresa come sovvenzioni a fondo perduto, prestiti diretti e garanzie sui prestiti concessi da istituti privati di credito. Ne potranno beneficiare, in particolare, quei soggetti che progettino di insediare o di ampliare le loro infrastrutture produttive nelle aree geografiche meritevoli di protezione. Nei limiti delle loro disponibilità di bilancio, i singoli Stati sono spesso attivi promotori, in concorrenza reciproca, di politiche volte a favorire nuovi investimenti produttivi sul proprio territorio; è frequente, ad esempio, l'ipotesi in cui i diversi Stati prevedano per i costi destinati alla ricerca e allo sviluppo la possibilità di dedurre tali costi, nel loro intero ammontare, dal reddito d'impresa. Quali sono gli stati che offrono le agevolazioni più convenienti? Il mio consiglio è di svolgere un'approfondita indagine comparativa delle diverse tipologie incentivanti offerte dai singoli Stati al fine di individuare l'area più idonea alle proprie esigenze commerciali ed industriali, tenendo ben presente anche l'orientamento dei governi locali, contee e municipalità, sempre disponibili a negoziare, caso per caso, con il singolo imprenditore, forme di agevolazioni "su misura". Quanto è conveniente per un'azienda italiana costituire una società negli Stati Uniti? La costituzione di una società richiede pochissime formalità e può essere effettuata in tempi decisamente più brevi di quanto avviene in Italia. A questo scopo viene incaricato un avvocato, mentre non è previsto l'intervento del notaio. Negli Stati Uniti, la costituzione delle società è regolata dalla legge dello Stato nel quale esse vengono registrate inizialmente. Per alcuni tipi di società è necessario tuttavia ottenere un permesso specifico da parte delle autorità locali. E' richiesta una licenza, ad esempio, per aprire un ristorante, un'agenzia immobiliare, un centro di bellezza, un asilo o un autofficina. Non è invece richiesto alcun capitale minimo al momento della costituzione, diversamente da quanto avviene nel nostro paese. Un'eccezione è prevista però per quelle società che operano nel settore bancario, assicurativo o che offrono servizi connessi a quei settori. Come avvocato quali consigli può dare ad una impresa che desidera operare in questo mercato? E' necessario scegliere la struttura societaria più adatta a quella dello Stato americano fiscalmente più vantaggioso nel quale insediarsi, fino alla vera e propria fase di costituzione e/o domiciliazione, compresa la gestione contabile e fiscale (redazione bilancio annuale, dichiarazione dei redditi, preparazione stipendi e dichiarazioni relative) e le pratiche necessarie per ottenere i permessi di soggiorno ed i visti di lavoro. Occorre anche curare con estrema attenzione la negoziazione e redazione dei più importanti contratti commerciali (tra cui, agenzia, distribuzione, vendita, franchising, joint-venture, licenza di marchio, accordi di segretezza, memorandum of understanding, shareholder agreements). Infatti la redazione di contratti in grado di interagire con un partner straniero su un piano di perfetta parità, sia linguistico che normativo, evita problemi che spesso si trasformano in perdite di denaro. In quali altri casi ritiene sia di utilità la consulenza legale? Beh, sicuramente nella delicata fase del recupero crediti, sia in territorio statunitense che in Italia: dalla semplice predisposizione di lettere di diffida ("Demand Letters"), alla più complessa redazione di atti di citazione, dal loro deposito presso le corti territorialmente competenti sino alla loro notifica nei due Paesi, compresa la gestione di eventuali attività giudiziali. Ma anche nella fase di registrazione di un marchio negli Stati Uniti e in Canada. Il ruolo strategico che il marchio riveste per un'azienda che decida di investire in un mercato così competitivo come quello americano, e la necessità di disporre di strumenti adeguati a prevenire eventuali atti di contraffazione e concorrenza sleale, sono alla base della scelta operata dallo studio di offrire una specifica assistenza e consulenza. Ma lei non crede che per una piccola impresa sia proibitivo rivolgersi ad uno studio legale americano? Proprio questa considerazione è stata alla base della scelta, operata dal nostro studio, di optare per una struttura agile e snella che ci consentisse di abbinare, alla qualità dei servizi offerti, costi competitivi. La profonda conoscenza della realtà imprenditoriale italiana e del mercato ci ha convinto della opportunità di adottare, accanto al tradizionale sistema basato sulla tariffa oraria (utilizzato ormai da tutti gli studi americani e da diversi studi nostrani, ma spesso di difficile interpretazione per i clienti italiani) una soluzione alternativa, che potesse venire maggiormente incontro alle esigenze della singola azienda e le offrisse, ad esempio, la possibilità di negoziare un compenso a forfait, in grado probabilmente di garantire una superiore trasparenza. Oltre alla convenienza economica, ci sono altri motivi per i quali un imprenditore dovrebbe preferire un avvocato di New York? Un ulteriore vantaggio di cui, senza dubbio, occorre tener conto è rappresentato dalla possibilità di poter interagire con un professionista in grado non solo di comunicare nella stessa lingua, di cui conosce anche le più piccole sfumature, ma anche di comprendere appieno le esigenze, le aspettative, la realtà italiana nella quale l'azienda si muove e tutte le possibili difficoltà legate ad un mondo, quello americano, tuttora lontano dal nostro ma nel quale noi, invece, ci sentiamo perfettamente a nostro agio. Quali suggerimenti si sente di dare ad un'azienda italiana interessata ad espandere le proprie attività commerciali negli Stati Uniti? La messa in opera di una rete distributiva all'estero costituisce, senza alcun dubbio, un'esigenza per quasi tutte le imprese che operino a livello internazionale. Volendo dare un quadro generale, è possibile distinguere fra cinque differenti soluzioni, alternative tra loro, ma tutte in grado di rispondere agli specifici obiettivi commerciali che ciascuna azienda intende perseguire - Procacciatori d'affari e/o Intermediari occasionali, soggetti, cioè, che promuovono in via saltuaria la conclusione di affari; - Agenti di commercio, incaricati stabilmente della promozione delle vendite in un determinato territorio; - Distributori, soggetti, cioè, che curano la distribuzione dei prodotti in un territorio, agendo in veste di acquirenti-rivenditori; - Società Filiali e Sussidiarie, controllate direttamente, o insieme ad un socio americano, dall'impresa italiana; - Joint Venture, impresa commerciale costituita da due o più persone o imprese in associazione che ha per finalità una singola operazione o il completamento di un singolo progetto. Ma, un imprenditore che volesse avere una certa garanzia di successo negli States, in cosa dovrebbe essere cauto? L'azienda italiana, grande o piccola, che voglia tentare la strada degli USA, deve essere consapevole che gli importatori americani sono estremamente esigenti, perché altrettanto esigenti sono i consumatori ai quali essi si rivolgono. E' perciò, una visione professionale accurata, adeguatamente preparata e proiettata sul lungo termine quella che può dare le migliori garanzie di successo. E, una volta stabiliti con soddisfazione i primi rapporti d'affari, ecco che il successo rimane nel tempo, il mercato si apre e le soddisfazioni giungono in misura più che proporzionale. Ecco perché spesso all'attività commerciale fa seguito la decisione di stabilire un'attività più stabile e permanente, attraverso l'investimento e la costituzione di una sede o di un impianto che consentano di produrre vicino al mercato finale. Chi è dunque in qualche modo orientato ad avviare una propria attività in tale direzione, sappia che si tratta di un processo che va affrontato con la necessaria serietà e avvalendosi di un adeguato supporto professionale. |