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Recentemente la posizione dell’Olio Extravergine di Oliva sul mercato tedesco si è radicalmente modificata: da prodotto di nicchia si è trasformato in prodotto di culto. Questa evoluzione, quasi improvvisa, ha colto di sorpresa anche gli esperti, che prevedevano per l’Olio Extravergine di Oliva tempi molto lunghi per una affermazione consistente. Il consumatore ha quindi iniziato ad apprezzare il prodotto valutandone molto positivamente le caratteristiche nutrizionali nei confronti dei grassi animali che ancora dominano le abitudini alimentari ma che il consumatore considera sempre più criticamente. All’interesse del consumatore si unisce l’interesse della distribuzione, che può ora contare su di un prodotto a domanda crescente. Infatti, dal 1991 al 1999 il consumo pro-capite di olio di oliva è aumentato costantemente passando da 0,15 litri a 0,39. Si tratta comunque di una quantità modesta rispetto a paesi grandi consumatori quali Italia, Grecia e Spagna dove il consumo medio è di 10 litri pro capite. Il mercato tedesco dell’olio d’oliva è nettamente dominato da prodotti italiani la cui quota di mercato nel ’99 è del 78,4% in quantità e dell’85,03% in valore. Le famiglie tedesche usano l’olio d’oliva soprattutto per condire insalate e piatti freddi piuttosto che per cibi caldi. Il tipico consumatore tedesco di olio d’oliva dei vecchi Lander risiede nelle grandi città, ha un reddito elevato ed un’età media che va dai 30 ai 49 anni. Da ciò deriva che si sono create le condizioni necessarie per l’avvio ed organizzazione della commercializzazione con l’obiettivo di realizzare una presenza stabile sul mercato. Si assiste ad un processo per molti versi simile a quanto avvenuto in Germania per il vino italiano, oggi presente ed apprezzato ovunque. I viticoltori italiani hanno saputo cogliere opportunamente il momento in cui il vino italiano cominciava ad essere conosciuto e, soprattutto, richiesto. Tuttavia questa attività richiede degli investimenti (non molto elevati per la verità) per entrare in quel settore di mercato particolarmente attento alla qualità del prodotto, con opportune azioni mirate agli operatori specializzati (ristoratori, gastronomi, gourmet, etc.) piuttosto che sulla GDO (Grande Distribuzione Organizzata) la quale vuole prezzi estremamente bassi, trascurando totalmente la qualità del prodotto. Infatti oltre il 66% degli oli di oliva offerti in Germania appartengono al segmento di basso prezzo. Soltanto il 13% degli oli commerciati si presentano come prodotti di alto livello. |